martedì 21 giugno 2011

Prova

Assegnate a Monte di Procida tre bandiere blu per tre punti:
  • Isolotto di San Martino
  • Spiaggia di Acquamorta
  • Miliscola-Stella di Spagna-Lido Schiavone
Giudizio qualità delle acque di balneazione sulla base di analisi statistica dell’ultimo anno di monitoraggio (2010) e delle tre stagioni balneari precedenti: ECCELLENTE!!!!

“Il nostro mare è pulito, le nostre acque sono pulite" ha commentato il sindaco Franco Iannuzzi. (clicca qui per leggere il comunicato stampa)

Mi fermo, strabuzzo gli occhi, scuoto la testa. Possibile? Non può averlo detto davvero, è troppo anche per lui. Abbozzo un sorriso, avrò capito male.
Continuo a leggere il comunicato stampa diramato nella giornata di ieri e l’immaginazione compie voli pindarici. Tra trombe e petali di rosa, grandi onori vengono dispensati al primo cittadino e all’assessore Nunzia Nigro per l’ottimo lavoro svolto, per il profuso impegno, per il mare da favola.

Le preoccupazioni si sciolgono come neve al sole e l’immagine della piccola Acapulco flegrea comincia a delinearsi nella mia mente. La sabbia è nera, ma è l’unica differenza. Le acque sono cristalline, e le immagino identiche a quelle di cui tanto ama parlarmi mia madre. Mi perdo in immagini semplici, felici.
Fatte di ragazzi che ciabatte ai piedi e asciugami arrotolata sulle spalle scendono giù lungo i tornanti di Acquamorta, di bambini con paletta e secchiello, della musica ovattata diramata dai jukebox, di schiamazzi mischiati al suono dei tuffi. A meno di trent’anni mi sento nostalgica, ed è una strana sensazione.

Da casa mia ho la fortuna di poter vedere il mare, mi affaccio al balcone e, come al solito, eccola lì, al di là del campanile, la linea color marrone che separa la nostra baia dal mare del canale di Procida.

La conosco bene.

imageCosì come conosco l’espressione di mio padre appena rientrato dalla pesca che continua a dannarsi per l’acqua gialla che non gli fa veder niente a pochi centimetri dalla maschera. O quella dei pescatori che si lamentano dei saraghi ritti, duri, come fossero barre di ferro.

A cosa serve in questo scenario l’autocelebrazione? A cosa serve la menzogna?
A far lievitare il prezzo dell’isolotto di san Martino? A spendersi meglio politicamente?
A sfoggiare il miglior sorriso alle telecamere del tg3?
A cosa?

Nel frattempo liquami e metalli pesanti beatamente riposano in pace nella nostra baia.

Chissenefrega d’altronde.

Che si giochi sulla pelle dei cittadini conta poco, siamo gente semplice e qualche ipocrita rassicurazione ci spingerà senza indugi a tuffarci di nuovo nella merda.
Probabilmente merda tossica, ma andiamo, basta non indagare, nessuno se ne accorgerà.

Per “il figlio di questa terra” così come tanto amava autodefinirsi Iannuzzi durante l’ultima campagna elettorale non sarebbe stato più dignitoso rifiutare le bandiere blu immeritate e legate a chissà quale altro fine?

Il modo vuoto, becero, grottesco di pensare la cosa pubblica di questi ottusi piccoli uomini ci umilia, inutile negarlo. Ma se dai piani alti non si fa altro che stuprare, saccheggiare, deturpare questa nostra terra beh, signori, noi abbiamo il dovere di difenderla.
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